Piero Sansonetti assumendo la direzione de L’Unità ha sottolineato che il quotidiano, fondato da Antonio Gramsci nel 1924, oggi mira ad essere un punto di riferimento per ricostruire un pensiero di sinistra: “L’Unità vuole essere una sintesi tra il grande spirito di quel passato – la cultura, la saggezza, la responsabilità, il conflitto – e la ricerca della modernità. Nella certezza che la modernità sia uguaglianza. E libertà. E disarticolazione del potere. Saremo un giornale socialista, garantista e cristiano. Che cercherà di tenere insieme Gramsci, Rosa Parks, Roncalli, Mandela e Pannella“.
Claudio Velardi col suo Riformista punta ad una nuova stagione di impegno e idee: “Non ci piace guardare indietro, non serve recriminare o rimpiangere. Bisogna invece scendere in campo nel mondo inesorabilmente cambiato, vedendone il bello e non solo le tragedie, facendo funzionare la testa (e un po’ di cuore, che a volte ci difetta). Perché anche il riformismo, come qualunque categoria politica, diventa un’etichetta senza significato se non si nutre di idee nuove“.