ROMEO Editore è la società più giovane del Gruppo ROMEO.

È stata fondata nel 2019 da Alfredo Romeo con l’intenzione di dare il proprio contributo all’opinione pubblica attraverso pubblicazioni editoriali.

Le idee fondanti della ROMEO Editore sono tre: quella riformista, quella libertaria e quella garantista.

Ispirandosi a questi valori, Romeo ha voluto scendere in prima linea nella battaglia per la tutela dei diritti fondamentali e, nello stesso tempo, per alimentare il dibattito su temi strategici per l’ammodernamento e lo sviluppo del paese.

ROMEO Editore ha acquistato dal gruppo Tosinvest la testata Il Riformista, che Romeo stesso aveva contribuito a fondare con Antonio Polito e Claudio Velardi nel 2002.

La direzione del giornale è stata affidata a Piero Sansonetti ed il giornale è tornato in edicola e online nell’ottobre del 2019.

ROMEO Editore ha acquisito la testata storica l’Unità che non veniva pubblicata da oltre sette anni.

La direzione del giornale, fondato da Antonio Gramsci nel 1924, è stata affidata a Piero Sansonetti e, contestualmente, la direzione de Il Riformista è assegnata a Matteo Renzi.

Con la fine della direzione di Matteo Renzi, che torna a dedicarsi a tempo pieno al suo progetto politico, e la breve parentesi di Alessandro Barbano, viene nominato direttore Claudio Velardi che nel 2002 fu ideatore e fondatore de Il Riformista “Sosterremo proposte per far ripartire la crescita economica, ci batteremo per riforme delle istituzioni, continueremo l’impegno garantista contro la tenaglia mediatico-giudiziaria. Daremo voce e gambe ad una nuova stagione del riformismo”.

“Un giornale – sottolinea l’editore Alfredo Romeo – di informazione e di dibattito, capace di affiancarsi e di dialogare con gli altri grandi giornali, e di influenzare il mondo dell’informazione”.

Piero Sansonetti assumendo la direzione de L’Unità ha sottolineato che il quotidiano, fondato da Antonio Gramsci nel 1924, oggi mira ad essere un punto di riferimento per ricostruire un pensiero di sinistra: “L’Unità vuole essere una sintesi tra il grande spirito di quel passato – la cultura, la saggezza, la responsabilità, il conflitto – e la ricerca della modernità. Nella certezza che la modernità sia uguaglianza. E libertà. E disarticolazione del potere. Saremo un giornale socialista, garantista e cristiano. Che cercherà di tenere insieme Gramsci, Rosa Parks, Roncalli, Mandela e Pannella“.
Claudio Velardi col suo Riformista punta ad una nuova stagione di impegno e idee: “Non ci piace guardare indietro, non serve recriminare o rimpiangere. Bisogna invece scendere in campo nel mondo inesorabilmente cambiato, vedendone il bello e non solo le tragedie, facendo funzionare la testa (e un po’ di cuore, che a volte ci difetta). Perché anche il riformismo, come qualunque categoria politica, diventa un’etichetta senza significato se non si nutre di idee nuove“.

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